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Shareware

Tipica copertina di 2 cd shareware dell'età d'oro

Viene definita shareware una modalità di distribuzione del software, non una specifica licenza. Tale modalità era molto in voga negli anni 90, con il proliferare di riviste di informatica che contenevano cd con demo e software completi. I programmi distribuiti come shareware potevano essere ridistribuiti (copiate) e consentivano un periodo di prova gratuito (la maggior parte delle volte 30, a volte di più, a volte di meno). Dopodichè, per continuare a utilizzarli, occorreva registrarsi e pagare il prezzo del prodotto. Generalmente l'applicazione conteneva un apposito bottone registrati. Cessato il termine del periodo di prova, l'applicazione non smetteva necessariamente di funzionare, tuttavia il suo utilizzo diventava illegale se non si aveva la prova dell'avvenuto pagamento.

Shareware non è liberoModifica

Lo shareware si basava sulla constatazione della realtà: anche prima della diffusione di internet, pochi erano disposti a pagare per utilizzare un programma e nessuno aveva paura delle conseguenze legali. I programmi potevano essere comprati copiati a prezzo minore in quasi tutti i negozi di informatica. La repressione raramente colpiva questi negozi: sapeva che, escludendo una trascurabile minoranza di legalitari, la gente conosceva due alternative: copiare un programma o non avere quel programma. Comprarlo non era considerata un'alternativa sensata.

L'unica soluzione era dunque distribuire gratuitamente il software sperando che, per una sensata gratitudine verso gli sviluppatori, alcune persone pagassero un software che apprezzavano e che avrebbero potuto benissimo non pagare. Ecco percchè altri programmi, generalmente non definiti shareware, invitano l'utente a una donazione volontaria: sanno che evitando di imporre inutili obblighi legali si ottiene di più.

Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con la libertà. E' possibile utilizzare il software shareware per qualsiasi scopo e ridistribuirlo, è vero, ma il codice sorgente non è accessibile. Di conseguenza non è possibile studiarne il funzionamento e la conoscenza rimane in mano a chi già la possiede. Eventuali tecniche e idee interessanti attuate dallo sviluppatore non portanno mai essere patrimonio collettivo. Il programma shareware non può essere in alcun modo modificato, quindi se qualche suo comportamento ha effetti collaterali per noi indesiderabili, se la nostra piattaforma hardware non è supportata o anche solo se troviamo un bug... non possiamo farci nulla.

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